Il Carapace a Bevagna: l’architettura che incontra il paesaggio

Scritto il 11 giugno 2013 da Marzia

Si può lavorare e produrre dentro una scultura d’autore? Chiedetelo alla famiglia Lunelli, che produce il Sagrantino di Montefalco dentro ad un’enorme tartaruga firmata Arnaldo Pomodoro.

L’arte di Pomodoro è, per me, qualcosa di familiare: a Terni, dove vivo, vedo almeno una volta al giorno la sua Lancia di Luce, che si staglia contro il cielo pungendolo con la sua punta aguzza. Il Carapace realizzato a Bevagna è l’esatta antitesi di quello che a Terni chiamiamo “l’obelisco di Pomodoro”: è una grossa semisfera che si inserisce tra le curve morbide delle colline, senza romperle.

Come per la Lancia di Luce, anche nel Carapace torna il concetto del legame tra il cielo e la terra, ma mentre nella prima è esplicitamente richiamato dalla forma, qui è evocato simbolicamente dal guscio della tartaruga.

La genialità di quest’opera sta proprio nel suo rapporto con il paesaggio, in cui si inserisce come un elemento di continuità. Unico elemento che richiama l’attenzione sin da lontano, e che ti fa strizzare gli occhi quando lo scorgi cercando di capire di cosa si tratti, è il dardo rosso conficcato nella terra accanto al Carapace.

Il Carapace è, idealmente, uno scrigno che serba il Sagrantino, vero tesoro di questo territorio, conservato nelle botti nel piano interrato della struttura, invisibile dall’esterno. L’interno della cantina è ancora più suggestivo dell’esterno, con la volta che riproduce la parte interna di un guscio di tartaruga e che dà l’emozione unica di trovarsi dentro ad un opera d’arte, di esserne avvolti.

Foto courtesy Umbriabeecoming

Tutte le informazioni per visitare la Tenuta Castelbuono sono consultabili a questo link. Se ci andate, non dimenticate di tornare qui e farmi sapere nei commenti che effetto vi ha fatto.

Marzia

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