Volti, luoghi e storie, il destino a #IntimaUmbria

Scritto il 25 febbraio 2013 da Team Clitunno

Steinbeck diceva che le persone non fanno i viaggi ma sono i viaggi a fare le persone, #IntimaUmbria amplia questo concetto: anche i luoghi FANNO le persone e SONO le persone.

Il segreto è ascoltare senza interrompere e il destino lavorerà per te.

Così per caso, si decide di fare una passeggiata a Bevagna, piccolo borgo nel centro della regione.

Cade una pioggia tagliente che disturba, le fotocamere e i telefoni si bagnano, per sfuggire qualche secondo al freddo entriamo in una bottega, attirati dalle cianfrusaglie in vetrina.

Cosa si diceva del destino?

Beppe Strappini alza la testa dalla piccola scopa che sta intagliando e ci squadra con sospetto ma bastano 5 minuti ed è tutto chiaro, il biglietto da visita riassume ciò che fa da una vita: “compro e vendo cose vecchie”.

     

Si chiacchiera, la nostra voglia di sapere è solo di poco inferiore alla sua di condividere ma il colpo di scena è dietro l’angolo; per caso si parla di Teatri della Concordia, i più piccoli al mondo e scopriamo che Beppe ne possiede uno del 1600 e… lo usa come magazzino.

Tornatore vi ha girato degli esterni per “Nuovo Cinema Paradiso” e la domanda che aspettiamo arriva e ci illumina:

“Lo volete vedere?”

Qui la storia cambia marcia, le sorprese sono una dietro l’altra: ammiriamo il teatro stracolmo di cose vecchie, ci porta in un altro magazzino, che ha per soffitto delle volte etrusche, usciamo per strada e la sua energia attira i personaggi di Bevagna, quelli veri, quelli che raccontano, che ridono e non gli frega nulla della pioggia fredda che sta cadendo.

Cerchiamo di godere ogni attimo, ridiamo tanto e l’unica cosa a cui riesco a pensare è: “Siamo in un film di Fellini!”

La frase finale, mentre ci allontaniamo, mi strappa l’ultima risata e mi conferma la realtà di tutto quello che abbiamo vissuto in quell’ora e mezza:

“A Bevagna, se non son matti, non li vogliamo!”

    

Per noi #IntimaUmbria non è finita lì.

A Foligno cerchiamo storie ma iniziamo da un luogo, Palazzo Trinci, che mi colpisce con la piccola cappella dedicata alla vita di Maria, adornata di affreschi del 1400 tratti dai vangeli apocrifi.

    

Ma le storie ci rincorrono e veniamo rapiti dalle parole di Lella, ottima cuoca e albergatrice, appassionata di Colomba Antonietti, eroina del Risorgimento, cresciuta nel palazzo che oggi ospita il ristorante; quello che ci colpisce è la passione di Lella, la devozione che nutre per l’eroina romantica e il brillare dei suoi occhi ogni volta che la cita.

    

Foligno non ci coinvolge solo con le storie d’amore ma anche con la goliardia e Nazareno, barman e storico ristoratore rappresenta l’eccellenza in questo campo.

I suoi aneddoti ci catapultano in una versione non cinematografica di “Amici Miei” e durante la cena mi sorprendo a pensare che Monicelli a quel tavolo si sarebbe divertito.

    

Tempo di chiudere gli occhi e siamo a Spoleto, dal Colle Sant’Elia ammiriamo la Rocca Albornoziana e il Ponte delle Torri, cerchiamo di catturare scorci ma le cose da vedere e fotografare sono tante e noi cerchiamo una Spoleto diversa, quella che grazie al Festival, soprattutto negli anni ’60, profumava di vita mondana.

    

Il destino… ancora lui ci viene incontro e senza averlo organizzato, in un bar incrociamo Sandro Morichelli, giornalista e memoria storica del Festival.

Fu la controfigura di Marcello Mastroianni, conobbe Brigitte Bardot e con estremo candore ci rivela:

“Alla Bardot piaceva stare in compagnia, mi usava per ingelosire il primo marito”

Percorriamo vie del centro storico che meriterebbero citazioni invece noi finiamo da Franco, uno degli ultimi calzolai, 64 anni di attività; ci regala frasi perentorie che fanno trasparire l’amore viscerale verso la propria città:

“Spoleto è una cosa divina… è splendida, quando apri la finestra verso Monteluco vedi… la vita!”

    

#IntimaUmbria ci ha regalato degli incontri speciali, ma soprattutto ha messo sul nostro cammino persone innamorate che vogliono far innamorare… della vita, dei loro luoghi e di conseguenza della regione che abitano.

 

 

Team Clitunno

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