Entrandovi sembra di essere lì, sospesi nel tempo, fermi. Il medioevo si impadronisce della scena. Borgo dopo borgo. Chiesa dopo chiesa.
Una leggera brezza di ponente distribuisce gli odori di questa terra in una distesa di ulivi e in un attimo la natura ti rapisce.
Una regione nascosta, racchiusa, intima l’Umbria.
Una regione che porta con sé nei secoli storie di natura e di uomini diventati santi.
Qui batte il cuore verde dell’Italia e della spiritualità cristiana.
Un rapporto privilegiato con “Madre Terra” e con tutta la natura che la circonda.
Se ne accorse San Francesco d’Assisi, quasi mille anni fa che ispirato da “fratello vento” e “sorella acqua”, accompagnato dal fiume Clitunno e protetto dal monte Subasio regalò all’umanità il Cantico delle Creature, il primo testo poetico della letteratura italiana, il più antico che la “nostra” storia possa documentare. Non solo un inno a Dio, bensì un inno alla passione, alla natura e di conseguenza un vero e proprio inno alla vita.

Il “Terzo Paradiso”, opera di land art di Michelangelo Pistoletto, nel bosco di San Francesco (Assisi)
Le memorie di San Francesco ci accompagnano ad ogni passo, ad ogni respiro, ad ogni porta. La sua passione qui è ancora viva. Lo si percepisce forte nella città che gli ha dato i natali, Assisi, dove stradine strette e affascinati conducono come per magia là dove il Santo aveva scelto di essere sepolto, quello che nell’antichità era noto come “colle dell’inferno”, oggi accoglie la maestosa Basilica che porta il suo nome. Ancora di più lo si capisce sulla Rocca Maggiore a scrutare tutti dall’alto, in silenzio.
Questa terra nasconde dei veri prodigi naturali come l’ulivo di Sant’Emiliano, che di anni ne ha ben 1700 ma di certo non li dimostra e da buon padre veglia su un mare argentato di altri ulivi che insieme fanno la storia di questi luoghi. L’ulivo – come l’Umbria – simboleggia perfettamente la capacità di conservare tradizioni secolari tramandate di generazione in generazione.
Simboli universali di pace, gli ulivi, sembrano fare da scudo oltre che da contorno alla bellissima Trevi, un po’ romana e un po’ medievale.
A ricordarti che invece il tempo qui non si è mai fermato, anzi sembra correre con una certa voglia e impazienza, è il momento in cui ci si siede a tavola ed i profumi sentiti solo in lontananza prendono forma e colore. Quel tartufo che sembrava così composto e timido prima, ora si innalza ad insormontabile protagonista nel sapore e nel gusto. L’olio non vuole semplicemente insaporire il pane, sembra volergli rubare la scena; il vinoaccompagna il tutto e sembra che canti oltre che far cantare.
I sorrisi e gli sguardi delle persone sono gli ultimi ingredienti della felicità che si respira in questa zona dell’Umbria che a poco a poco vuole assumere non più il ruolo di outsider nel panorama turistico italiano, ma è pronta, è matura per svelarsi in punta di piedi al grande pubblico. Borgo dopo borgo. Ulivo dopo ulivo. Giorno dopo giorno. A poco a poco, naturalmente… #Intimaumbria.
NATURALMENTE #INTIMAUMBRIA |+| Frammenti di Francesco lungo la strada from Emiliano Bechi Gabrielli on Vimeo.