Spello – Tra storia, arte e natura [VOCI DALL'UMBRIA]

Scritto il 22 giugno 2011 da Barbara O.

L’Umbria è principalmente una camminata in salita, e a noi che siamo gente di pianura, navigatori esperti di città, dopo un po’ il polpaccio si irrigidisce e il fiato si da alla latitanza. Nonostante questi piccoli disagi, la scoperta di cittadine e borghi dal sapore medioevale resta un piacere dolce, capace di rinfrancare lo spirito e alleggerire dalla frenesia del vivere metropolitano.



 

Così accade andando a Spello e valicando l’arco della Porta Consolare, lungo le mura romane. Ci si trova subito in un luogo dove il moderno ha saputo conservare e conversare amabilmente col passato: i muri in pietra di case, palazzi e chiese sono tanto curati da parer nuovi, eppure hanno il gusto e il sapore dell’antico nella loro cruda essenza.



 

Seguendo la fiorita via principale, in un itinerario quasi obbligato che sa di attesa per la festa delle Infiorate, nel sabato notte del Corpus Domini (25-26 giugno 2011), ci si rende conto della lunga storia di questo borgo, posizionato tra Foligno e Perugia.



Le sue origini precedono infatti la grandezza dell’impero romano, nel quale venne poi inglobata e della cui epoca ancora sorgono due torri accanto alla Porta Venere, i ruderi di un anfiteatro e di un teatro, oltre ad alcuni templi dedicati a divinità pagane. In epoca successiva, vicende alternate di dispute tra ducati, la videro contesa fino al suo definitivo e diretto controllo del papato.



A testimonianza di questa storia, il borgo ospita oggi ben 14 chiese: un numero considerevole per la sua superficie di soli 61 kmq, abbarbicati su una collina da cui si gode una suggestiva panoramica. È proprio appena oltre la Porta dell’Arce, o Belvedere, che questo angolo umbro mostra la sua pienezza e la sua rigogliosità, fatta di colline lussureggianti e campi coltivati.

Quando il sole tramonta, la pietra di Spello brilla di una luce chiara, che pare riflettersi sulla vallata sottostante. Si gode della pace e del silenzio, nel frusciare degli ulivi appena scossi da una brezza robusta e decisa come il carattere di questa terra e dei suoi abitanti.

Barbara Oggero

Barbara è nata nella prima cintura di Torino, per contraddire la fama che vuole i piemontesi come dei bôgia nen, appena può parte alla scoperta del mondo con il suo Sposo, la sua fida macchina fotografica e nel bagaglio la curiosità di bambina per tutto ciò che incontra e la circonda.

Il suo blog Reporterpercaso ha come pay-off “vado vedo scatto scrivo”, ovvero l’essenza dell’andare, vivere e conservare memoria di luoghi, persone e situazioni incontrate durante i viaggi.

Barbara O.

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